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Come ci si può formare in agopuntura?

Da oltre 20 anni in Italia esistono Scuole di Agopuntura private che in questo periodo hanno formato migliaia di medici agopuntori tramite Corsi triennali i quali vogliono rappresentare l’equivalente di una specialità medica nell’ambito dell’agopuntura.
Attualmente la maggior parte dei principali Istituti Formativi italiani aderisce alla FISA (Federazione Italiana delle Società di Agopuntura) la quale rilascia un unico titolo, denominato “Attestato Italiano di Agopuntura” al termine dei tre anni di lezioni teorico-pratiche (500 ore di frequenza totali) e dopo la discussione di una Tesi di abilitazione.
Purtroppo la legislazione del nostro Paese non prevede al momento alcun titolo ufficiale per quanto riguarda l’agopuntura e le altre discipline della Medicina non Convenzionale; si può quindi affermare che attualmente l’unica formazione seria e completa in Agopuntura in Italia viene svolta dagli Istituti privati, che promuovono ormai da molti anni corsi riservati ai medici della durata di tre anni, articolati su almeno 500 ore di insegnamento teorico-pratico.
Corsi annuali o biennali di 80 o 160 ore possono avere solamente un significato informativo, ma assolutamente non formativo, data la complessità della materia, che si presenta assai differente dagli insegnamenti proposti nell’ambito della Medicina Convenzionale.

Da chi è praticata l’agopuntura?

In base alla sentenza della Corte di Cassazione del 19/07/82 la pratica dell’agopuntura in Italia è riservata esclusivamente ai laureati in Medicina e Chirurgia in quanto è considerata “atto medico”. Il non medico che pratica l’agopuntura commette quindi il reato di “esercizio abusivo della professione medica” ed è passibile di denuncia penale.

Ci possono essere reazioni al trattamento?

In pazienti particolarmente sensibili o “reattivi” si può verificare dopo la prima seduta un esacerbarsi della sintomatologia dolorosa, che generalmente si placa nel giro di 24-48 ore e rappresenta comunque un segno prognostico favorevole in quanto significa che il paziente reagisce alla stimolazione. Una reazione costante è viceversa rappresentata da un senso di benessere e di rilassamento che il paziente avverte nelle ore successive al trattamento e che tende a divenire più duraturo man mano che il trattamento progredisce.

Con quale periodicità devono essere fatti i trattamenti?

Durante la fase iniziale di acuzie può essere indicata una cadenza bisettimanale per una-due settimane. Successivamente, in funzione dei miglioramenti ottenuti, si possono dilazionare i trattamenti a cadenza settimanale, proseguendo in tal modo fino alla fine del ciclo. Questo solitamente è composto da 5-10 trattamenti, a seconda dell’importanza del quadro clinico.
I cicli terapeutici possono essere ripetuti, nel caso di recidiva, una o più volte nel corso di un anno. In casi particolari (ad es. le allergie stagionali) può essere opportuno effettuare annualmente cicli di 5-6 trattamenti a scopo preventivo, iniziando la terapia circa un mese prima dell’insorgere del disturbo.
Nelle patologie croniche è anche possibile istituire una terapia di mantenimento con trattamenti mensili, oppure a diversa cadenza.

Quanti trattamenti sono necessari?

Il numero di trattamenti necessari a risolvere il problema posto dal paziente è molto variabile, specialmente in funzione del tipo di patologia. In generale, dopo uno o più trattamenti, il Medico Agopuntore è in grado, in base alle variazioni della sintomatologia, di valutare la risposta del paziente e la opportunità di proseguire o meno il trattamento e con quali modalità. Se emerge l’opportunità di proseguire il trattamento, questo può essere protratto fino ad un massimo di una decina di sedute.

Quanti aghi vengono usati in ciascun trattamento?

Il numero degli aghi impiegati varia a seconda del quadro clinico e della patologia. In linea di massima si può affermare che nelle patologie muscolo-scheletriche si impiega un maggior numero di aghi (da 10 a 20), per la necessità di stimolare la parte dolente attraverso l’infissione di alcuni punti locali. Nelle patologie internistiche invece, raramente si supera il numero di 10-12 aghi.

Quanto dura un trattamento di agopuntura?

Gli aghi rimangono infissi mediamente per 15-20 minuti (salvo casi particolari), per cui un trattamento di agopuntura dura mediamente circa 30 minuti.

Come si svolge una visita presso un medico agopuntore?

La prima visita presso un Medico Agopuntore non è diversa da quella praticata da qualsiasi altro Specialista occidentale. Dopo un’attenta valutazione dei sintomi e della storia clinica del paziente, nonché degli accertamenti diagnostici eseguiti in precedenza, il Medico Agopuntore visita il paziente ponendo particolare attenzione alla semeiotica agopunturale, che presenta caratteristiche proprie e peculiari. La valutazione degli elementi semeiologici permette al Medico Agopuntore di formulare una diagnosi precisa ed individualizzata e di impostare la terapia in base al quadro clinico di ogni singolo paziente. Al termine della visita si procede all’esecuzione del trattamento di agopuntura.

Quando scegliere l’agopuntura come terapia?

Ancora oggi il paziente spesso si rivolge all’agopuntura come ultima spiaggia o come “alternativa” quando la Medicina Occidentale non ha soddisfatto le sue aspettative, senza sapere che la MTC, e quindi l’agopuntura, non vuol essere un’alternativa alla Medicina Occidentale. La MTC esamina, valuta e cura le stesse malattie partendo da un diverso punto di vista, privilegiando la visione globale dell’uomo e tenendo ben presente che un disturbo fisico può influire sulla psiche e viceversa, anticipando al IV secolo a.C. ciò che la Medicina Occidentale ha sancito (e dopo quale travaglio!) solamente nel XX secolo, accettando la medicina psico-somatica.
Una posizione preconcetta di rifiuto della medicina moderna da parte dell’agopuntore costituisce un atteggiamento pericoloso non solo nei confronti della sua professionalità, ma soprattutto dei pazienti, i quali hanno diritto ad avere dal medico cui si rivolgono il massimo risultato terapeutico, che è assicurato solamente dalla conoscenza approfondita e dall’integrazione delle diverse metodiche terapeutiche.

Quali sono i limiti dell’agopuntura?

L’agopuntura e la MTC in genere sono assai efficaci in molte situazioni patologiche, ma non rappresentano, come neppure la Medicina Occidentale, una panacea per tutti i problemi di salute. Entrambe, sia la MTC che la MO presentano dei limiti e degli insuccessi, ma se impiegate in maniera complementare ed integrata, come avviene oggi nella moderna Cina, possono offrire al paziente un ottimo servizio nel mantenimento del suo stato di salute e di benessere. Sia nelle situazioni acute che in quelle croniche entrambi gli approcci, Cinese ed Occidentale, possono essere di grande aiuto al paziente: l’agopuntura inoltre presenta l’indubbio vantaggio del mancato impiego di farmaci ed ottiene risultati forse più lenti, ma spesso più duraturi nel tempo e scevri da quegli effetti collaterali indesiderabili, che spesso limitano i successi della MO.