In memoria di Carlo Moiraghi

Di seguito riportiamo le parole del dott. Franco Cracolici, amico e collega del dott. Carlo Moiraghi

 

 

 

 

…IO lo conoscevo.

Sì lo conoscevo bene per quanto nell’abisso dell’anima, come diceva Eraclito, nessuno può immergersi fino in fondo.

Era un amico da più di trent’anni, abbiamo condiviso CONGRESSI, FEDERAZIONI, battaglie istituzionali, libri, prefazioni, viaggi e chimere.

Possedeva insieme la dolcezza di un angelo ribelle, l’espressione di un saggio taoista e l’ardore di un guerriero che inserisce la dialettica dell’opposto anche quando è d’accordo con te.

Cercava come Icaro di arrivare al sole, anche a costo di bruciarsi le ali, e per questo mi era, ci era (a noi del mondo della medicina cinese) tanto caro.

Le nostre riunioni in SIA, FISA, FISTQ si caratterizzavano per il fermento di idee, talvolta forti e dissonanti che Carlo introduceva, regalando però uno sguardo sempre nuovo al tema da affrontare.

Come scrittore, poi, era un poeta che solcava un’asse trasversale, spaziando da testi intrisi di filosofia alla pratica dell’oncologia a “Gialli Indiani” a testi misteriosi come Siddharta e il Sutra di Diamante.

Per certi versi richiamava i saggi indiani, avendone preso alcune fattezze e atteggiamenti durante il suo soggiorno in India, per altri versi era il benefattore di AGOM (Agopuntura nel mondo); ricordo con affetto che spesso bidonava i Convegni perché era scappato ad aiutare i terremotati di qualche terra disperata.

Aveva la caratura dell’intellettuale che legge, che studia, che solca i continenti diversi del sapere, che acquisisce nuove avventure come ha fatto con la casa editrice NOI.

Era un agopuntore esperto e molto amato ed i suoi pazienti già mi chiamano disperati e confusi per la perdita di un terapeuta ed amico.

La FISA era da tempo la sua casa, dopo un passato anche di presenza nella SIA di Roberto Gatto; e nell’ultimo decennio anche come Vice Presidente della FISTQ, proprio nella FISA e nella FISTQ ruminava idee, insieme a noi vecchi (Giovanardi, Quirico, Romoli, me medesimo e tanti altri che non posso citare globalmente) scrutava il mondo che transitava, che passava da un’era ad un’altra, ma non mancava mai di partecipare alle riunioni, ai congressi, alle commissioni ordinistiche, anzi era presente con un turbine di idee e rovesciamenti di pensieri spesso utili e fruttuosi.

Ci Mancherai Carlo, e quanto eri presente ed attivo, così lo sarai ancora di più nell’assenza; quando ti penseremo rivedremo insieme ai grandi Maestri che tanto ci hanno insegnato (Van Nghi, Maciocia, Rempp, Borsarello e altri) la tua immagine dorata, i tuoi lunghi capelli che sembravano vento che ci continuano a dire “Forza Ragazzi, andiamo avanti”…

 

Franco Cracolici